Gli sviluppi del mercato europeo, e non, di cannabis nel 2021

- Categoria:news

                                                               Gli sviluppi del mercato europeo, e non, di cannabis nel 2021

L'anno scorso è stato dominato dal COVID-19, e sembra che anche il 2021 sarà ugualmente afflitto dal virus. Tuttavia, mentre la pandemia ha causato perdite devastanti, sia umane che economiche, ha anche prodotto dividendi inaspettati per l'industria della cannabis. Molte parti dell'economia sono state schiacciate, ma da quasi ogni metrica il 2020 è stato un anno eccezionale per il settore. In termini sia di atteggiamenti pubblici verso la cannabis come applicazione terapeutica, sia come opportunità di business e investimento, molto è cambiato.

E’ stato considerato uno dei maggiori "business essenziali" durante le chiusure commerciali e gli indici economici dovrebbero favorire vari settori della cannabis anche e ancor di più nel 2021. Con la crescita del mercato in Canada, e la riprogrammazione valutativa della cannabis da parte dell'ONU, c'è finalmente un forte vento favorevole. Di conseguenza, ci sarà un sacco di interesse degli investitori, che difficilmente resteranno a guardare la sviluppo di un business che ha un potenziale così dirompente, come non se ne vedevano da molti anni sul fronte del consumo consapevole. Le elezioni presidenziali dello scorso novembre degli U.S.A. hanno anche contribuito a stimolare l'ottimismo verso il mercato interno, cosa che potrebbe avere un impatto positivo anche sul mercato europeo. L'agenda del neoeletto presidente prevede infatti il capitale nordamericano investito in ricerca e sviluppo in modo massiccio direttamente in Europa. La nuova amministrazione di Biden probabilmente darà priorità anche alle opportunità legate al cambiamento climatico - un altro fattore che potrebbe avere un impatto sui mercati della cannabis degli Stati Uniti e dell'Unione Europea. Ci saranno anche effetti a catena dalla proposta di legalizzazione israeliana della cannabis, che avverrà nell’arco del 2021.

Poiché il mercato europeo cresce sia all'interno dell'UE che in quei paesi al di fuori della federazione (ad esempio, i mercati maturi di Norvegia e Svizzera, nonché il Regno Unito), è probabile che vi sia una crescita dell'attività di importazione/esportazione, tra cui l'aumento delle importazioni provenienti da paesi in via di sviluppo. Per esempio, i produttori australiani stanno immettendo il prodotto nelle farmacie tedesche. Ci sono ora 68 paesi con cannabis medica legale, per la maggior parte olio. Ci si aspetta che alcuni paesi europei, con piccoli programmi iniziali, allarghino le loro offerte sul mercato, guardando a mercati più emergenti.

Nel caso del CBD, la categoria di questi “nuovi alimenti” potrebbe cambiare nella mente dei consumatori. Più in generale, il blocco attorno alle nuove applicazioni alimentari rimane, ma l'avanzamento del Regno Unito e la concessione dello status di nuovo integratore alimentare al CBD potrebbero aiutare a cambiare la posizione dell'UE. Il CBD ha vissuto una grave crisi, ma permangono grandi sfide ed è necessario molto altro lavoro per cancellare i dubbi dei consumatori.

La posizione in Europa non è stata così chiara come negli Stati Uniti, dove sono ci sono stati per lo più sviluppi positivi. Le dispute legali e le contorsioni normative hanno offuscato il giudizio dei consumatori in Europa e le conseguenti percezioni negative richiederanno più lavoro e questo scenario potrebbe avere l'effetto di chiudere gli operatori più piccoli, consentendo il permanere del mercato grigio.

Nel frattempo, tuttavia, l'azione potrebbe aumentare nei vari sottosettori del CBD, a condizione che l'educazione dei consumatori giunga a maturazione. Probabilmente permarranno opinioni pubbliche negative per il CBD, poiché la percezione in merito è stata parzialmente contaminata, ma potrebbe risultare interessante analizzare se quelle aree interne al CBD - come il benessere personale e il cibo per animali - inizieranno a generare più educazione.

Permane però una problematica mancanza di convergenza in Europa. Negli Stati Uniti, il modello multi-statale ha funzionato abbastanza bene e ha permesso molta innovazione e sperimentazione con fattori specifici come i modelli di distribuzione al dettaglio, e dato al mercato la possibilità di valutare ciò che funziona meglio. Da lì, una convergenza di politica e di business potrebbe portare a pratiche migliorative per l’intero settore.

C’è quindi del cauto ottimismo nell’aria, ma lo scenario COVID-19 probabilmente imporrà ancora a lungo il suo vincolo per l'attività economica. Al momento, la normalità è improbabile entro l'estate, e le interruzioni del mercato, della ricerca e dello sviluppo, anche dal punto di vista legislativo e politico, potrebbero estendersi per tutto il 2021. 

Condividi