decreto del 4 novembre 2019

decreto del 4 novembre 2019
14 Mar 20 373

E' stato infine pubblicato il 15 gennaio 2020 in Gazzetta Ufficiale il decreto del 4 novembre 2019 che fissa i valori delle concentrazioni massime (limiti massimi) di tetraidrocannabinolo (THC) totale ammissibili negli alimenti ai fini del controllo ufficiale. . La legge n° 242 del 2016, che promuoveva la coltivazione di canapa, è famosa per aver dato il via libera anche alla coltivazione per florovivaismo e per aver permesso la coltivazione in territorio italiano di colture di canapa provenienti da sementi certificate a livello europeo con un contenuto di THC che non superasse il valore di 0,2%. Allo stesso tempo la legge n. 242 alzava la soglia di tolleranza ad un valore di 0,6%. Non erano specificati i livelli di THC per gli alimenti che sarebbero dovuti essere specificati entro sei mesi. Il nuovo decreto del 15 Gennaio 2020 stabilisce che : 1) I semi di canapa, le farine e gli alimenti derivati, possono contenere al massimo 2 mg di THC per chilo, cioè 0,002% 2) L'olio ottenuto da semi di canapa deve avere al massimo 5 mg per chilo, quindi lo 0,005%. La lista dei cibi regolamentati dal decreto comprende solo semi, farine e olio e sarà aggiornata in base alle esigenze e alle nuove ricerche scientifiche. I semi di canapa e tutto quello che ne viene prodotto (come ad esempio l’olio e le farine), hanno ovviamente livelli molto bassi di tetraidrocannabinolo e più in generale di cannabinoidi, che sono invece presenti più che altro all’interno delle infiorescenze delle piante femminili di cannabis legale che non vengono citate di striscio dal decreto. Invece le infiorescenze di marijuana light rappresentano una larga fetta molto importante per le vendite a livello alimentare oltre che per altri tipi di assunzione. Non ci sono novità per altri prodotti importanti come quelli per la cosmesi e gli olii al CBD, richiestissimi dai consumatori ma ancora poco considerati a livello di legittimazione legale. Dopo questo decreto, si continuerà esattamente come ieri a produrre, vendere e consumare semi, farine, olio di cannabis light con bassi livelli di THC ma senza grandi novità all’orizzonte per argomenti davvero caldi, come le infiorescenze di marijuana legale.

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